
La Valcuvia, è «un fazzoletto di seta verde, lucida, che ha per orlatura le sue brave montange», come l'ha definita Gina Vaj Pedotti in un suo romanzo per ragazzi.
Che sia una zona particolarmente verde lo sanno bene coloro che spesso qui cercano refrigerio d'estate, o tranquillità e relax passeggiando per i sentieri che si snodano lungo i pendii prealpini, ricchi di flora.
Qui vediamo l'elleboro dai vistosi fiori verdastri che sbocciano d'inverno, e poi l'erba trinità che cresce nei sottoboschi e nei luoghi selvatici e ricchi di fauna. Qui vediamo lo scoiattolo, colto mentre è in cerca di provviste e l'orbettino, del tutto innocuo. La zona è ricca di mille sorprese piacevoli in ogni stagione...
Osservando con attenzione le tavolette dell'Istituto Geografico Militare che riguardano la zona studiata, si può notare che l'area compresa tra i comuni di Orino, Cuvio e Castello Cabiaglio, adiacenti tra loro, è la sede delle sorgenti di tre fiumi che da qui sgorgano e che comunque affluiscono tutti nel Lago Maggiore, pur seguendo direzioni diverse:
il BOESIO, che segna il fondovalle della Valcuvia, seguendo un percorso da est a ovest, da Cuvio a Laveno, e che sfocia in località Gaggetto;
la RANCINA, che nasce presso Castello Cabiaglio, prosegue da sud a nord-ovest, affluisce nel fiume Margorabbia, il quale segna il fondovalle della Valtravaglia e si unisce al fiume Tresa prima di sfociare a Germignaga nel Lago Maggiore, in località Boschetto;
ed infine il VIGANELLA, che ha le sue sorgenti ad Orino, sul versante nord-est del Campo dei Fiori e che nasce con la denominazione di «Rio di Mezzo», a 680 mt. sul livello del mare.
I1 suo percorso va da est a sud-ovest, bagna i comuni di Azzio, Gemonio e Caravate; poi cambia nome e diventa «Monvallina», perchè bagna il comune di Monvalle. Sfocia anch'esso nel Lago Maggiore in località Lido di Monvalle.
I1 suo corso è lungo Km. 13 e attraversa zone con densità di popolazione piuttosto elevata.
La pendenza media è del 2% e l'alveo del fiume è prevalentemente formato da sabbia e ghiaia.
L'acqua è presente tutto l'anno, pur avendo carattere torrentizio.
La larghezza media del corso è compresa tra un metro e mezzo e tre metri. Il fiume scorre in zona a vegetazione caduca (incontra boschi di castagni, querce, robinie, betulle...), intervallata da zone coltivate.
Il Viganella è un tipico torrente di fondo valle; viene considerato un fiume perchè ha una portata d'acqua quasi costante.
Interessante e da proteggere è la vegetazione palustre del Viganella che è presente in alcuni punti e che è sempre ricetto ideale per uccelli, pesci, insetti ed altri animali. La flora acquatica, in via di estinzione, offre anche qui esemplari interessanti come queste tife con fusto inguainato da lunghe foglie e con fiori nudi, o gli equiseti, ovvero «code di cavallo», con fusto articolato, foglie lobate disposte come i raggi di una ruota in corrispondenza dei nodi del fusto, o ancora le salcerelle con foglie lanceolate e fiori roseo-porporini, raccolti in racemi a forma di spiga.
La fauna ittica presente nel Viganella è rappresentata dalla trota fario, dal vairone, dal cavedano, ed ancora dal barbo comune, dall'anguilla, dall'alborella e, un tempo, dal gambero nero.
A differenza degli altri due fiumi, dal percorso più lungo e dalla portata d'acqua maggiore, il Viganella non è così profondo da segnare una vera valle, anche se la tradizione popolare chiama «Valle dei Merli» la frazione Mulini, tra i comuni di Gemonio e di Cocquio Trevisago.